Tensione in Consiglio Comunale a Castellammare: la maggioranza esclude la minoranza dalla discussione
Quando finalmente il consiglio comunale di Castellammare di Stabia si appresta a discutere temi cruciali per il futuro della città, la maggioranza decide di “tagliare fuori” la minoranza. Un atto politico che getta nuove ombre sulla tenuta democratica dell’assemblea cittadina.
I temi all’ordine del giorno
La convocazione della seduta, fissata per il 31 marzo, include all’ordine del giorno questioni di primaria importanza: la mozione per l’acquisto dell’ex casa dei salesiani, l’approvazione dello Schema di subconcessione temporanea dell’autorimessa “Stabia Scavi” tra il Comune e la Società E.A.V. S.r.l., l’attuazione dell’intervento per la riqualificazione del Quartiere Savorito e il regolamento per gli impianti sportivi comunali. Tuttavia, proprio sulla data della convocazione si è scatenata l’ennesima tensione tra maggioranza e minoranza, aprendo un nuovo fronte di scontro istituzionale. Il dibattito su queste tematiche rischia infatti di avvenire senza il contributo dell’opposizione, che aveva chiesto il rinvio della seduta ad aprile per garantire una partecipazione completa.
La convocazione e le tensioni
Le tensioni sono esplose durante la conferenza dei capigruppo del 20 marzo quando il presidente del consiglio, Roberto Elefante, ha proposto la data del 31 marzo come giorno in cui convocare il consiglio comunale. Una scelta che ha immediatamente incontrato il dissenso della minoranza. Attraverso il capogruppo di Forza Italia, Antonio Cimmino, L’opposizione ha infatti evidenziato l’impossibilità di essere presente sia nella mattinata che nel pomeriggio di quella giornata, chiedendo quindi un rinvio per assicurare il contributo di tutte le forze politiche.
La reazione della maggioranza è stata un muro di gomma, mantenendo una posizione rigida e ribadendo la convocazione senza alcuna modifica. Sebbene il presidente Elefante abbia manifestato una generica apertura al dialogo con i consiglieri assenti, la decisione finale è stata quella di non posticipare la seduta. Il risultato è una frattura ancora più profonda tra le due parti politiche, con la minoranza che rischia di vedersi esclusa da una discussione di primaria importanza per Castellammare.
Un consiglio monco
Questo episodio accresce il clima di tensione già presente nell’assemblea cittadina, dove lo scontro non è solo sulle divergenze di merito, ma anche su un metodo istituzionale che appare sempre più sbilanciato e poco incline al dialogo. L’opposizione, ora, si trova di fronte a un bivio: denunciare pubblicamente questa esclusione o cercare nuove strategie per far valere la propria voce.
Quel che è certo è che il Consiglio Comunale di Castellammare continua a essere teatro di forti contrapposizioni, mettendo in discussione la tenuta democratica del dibattito politico locale.